Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post

sabato 14 aprile 2012

Icone della e dalla Colombia

Saranno le coinicidenze strane della vita che nelle ultime settimane hanno calamitato a me vari materiali sulla e dalla Colombia: foto e film sulla vita a Bogotà, viaggi a Cali, artisti di strada, grafici, pensieri e poesie.
Sarà che il mio attuale campo di lavoro è piuttosto turistico e quindi la mia attenzione è maggiormente indirizzata verso queste tematiche, ai materiali che circolano, alle forme espressive scelte per presentare posti, divulgarli e pubblicizzarli.
Fatto sta che mi sembra carino appuntare questa fase colombiana e postare alcune immagini del lavoro: ICCO - Icons of Colombia di Oscar Correa in collaborazione con Liliana Silva.


Come spiegato nel sito ufficiale si tratta di un lavoro portato avanti e completato in tre anni, un libro composto da 116 pagine e 50 icone, scelte e identificate dopo un lungo studio con il chiaro intento di rappresentare la cultura colombiana nelle sue varie sfaccettature più propositive e positive: i popoli che la compongono, le tradizioni, la storia, i valori, gli obiettivi.
Il lavoro  mi sembra molto simpatico e ben fatto.
A suo modo pimpi.
ICCO used as references conceptual work of Otl Aicher, Lingua Grafica, and successful cases of national branding such as "Nobrand" in Argentina and "Chilogo" in Chile.

In copertina il nome del progetto sovrastato dallo stemma colombiano anch'esso opportunamente iconificato!

lo stemma colombiano si ripete anche nelle sguardie
 

il segnalibro porta i colori della bandiera colombiana









il sacco dei chicchi di caffè, il sacro cuore, e il sombrero vueltiao

venerdì 6 aprile 2012

Alan Moore e Jerusalem

Tanto lo so che riproporrò e riproporrò e riproporrò stralci di questa intervista fino a quando non l'avrò esaurita totalmente!
smoky man è decisamente un pimpi boy, nel mio cervello uno dei suoi compiti più fondamentali al mio personale sostentamento è quello di tradurre, trovare e tradurre, cose su Alan Moore (ma non solo), per poi condividerle.
Questa è una delle ultime interviste che ha tradotto, originariamente curata da Helen Lewis-Hasteley e pubblicata il 17 Giugno 2011 su New Statesman.
La trovate interamente sul suo blog.
Questo estratto è la parte iniziale, l'argomento è Jerusalem, il nuovo romanzo che Moore sta scrivendo da già tre anni.

Lucia Joyce

Una volta finito arriverà al milione?
AM:
Credo sarà sui tre quarti. Nella parte finale del libro, la terza, ho deciso di spingermi ancora oltre con la storia, per fare in modo che non sembrasse in calando.
Questi ultimi capitoli sono ognuno, a modo proprio, piuttosto difficili. La loro lunghezza varia ma il capitolo su Lucia Joyce è stato il motivo che mi ha spinto a iniziare la pubblicazione di Dodgem Logic in modo da prendermi una pausa di 18 mesi dallo scrivere Jerusalem.
È il capitolo più lungo del libro. Si sviluppa per circa 35 pagine a singola spaziatura ed è del tutto incomprensibile. È scritto in una specie di flusso di coscienza joyciano, completamente inventato. L’ho riletto di nuovo e ne ho capito la maggior parte… no, l’ho capito tutto. È il solo modo in cui sarei riuscito a scrivere una cosa simile. È stato un esperimento.
Il capitolo precedente, che ho finito poco fa, l’ho scritto nella forma di una pièce di Samuel Beckett.
Con lo stesso Beckett come personaggio e Thomas Becket, giusto per rendere la storia ancora più disorientante, e John Clare, John Bunyan e vari altri che compaiono come fantasmi.
È una piccola opera teatrale ambientata in un portico di una chiesa gotica, a Northampton. C’è un fatto da notate: Samuel Beckett è stato a Northampton. La prima volta venne per giocare a cricket contro la squadra locale. C’è un campo da cricket alla fine della strada dove abito. Nel Wisden's Almanac è riportato che Beckett giocò contro il Northampton e che, quella notte, tutti i suoi compagni di squadra decisero di fare visita ai numerosi pub e di andare a prostitute, tutte cose per cui Northampton era principalmente nota (dopo gli stivali e le scarpe).Sto riambientando l’evento nel capitolo 29, come parte della mia piccola pièce.
Non ho idea di quanto saranno lunghi i capitoli della parte finale del libro. Sono tutti degli esperimenti.
Per leggere tutta la super intervista basta recarsi qui!

sabato 31 marzo 2012

Birth of a Book: stampa, legatoria, qualità e passione

Beautiful video of traditional pre-press, offset print to produce hand-bound books.

Glen Milner produced this book-binding vignette at Smith-Settle Printers in Leeds, England as the binders bound Suzanne St Albans’ Mango and Mimosa.
Via: BOOKSHELKPORN

martedì 21 febbraio 2012

Biblioteca minima di grafica editoriale e non

Altra segnalazione degna di nota proveniente dal blog Who is reader? la trovate al post: Dieci consigli per una biblioteca minima di grafica editoriale e non.
L'arduo compito è stato chiesto a Maurizio Ceccato, possiamo solo che goderne appieno: dieci titoli su grafica, tipografia e design; di mio aggiungo solo le relative immagini, note bibliografiche e link.
Grazie grazie grazie infinite a Who is reader? per tutti gli spunti sempre interessanti e, ovviamente, a Maurizio Ceccato :)
Buone ricerche, buone letture!






Antonio Faeti
Guardare le figure, Gli illustratori italiani dei libri per l'infanzia
Edizione: Einaudi, ET Saggi, 2001
Pagine: 414
Prezzo: 12,39 €
ISBN: 9788806160470





Bruno Munari
Da cosa nasce cosa, Appunti per una metodologia progettuale
Edizione: Laterza, Economica Laterza, 2011
Pagine: 386
Prezzo: 11,00 € 

ISBN: 9788842051176






Art Lab
Rivista di grafica e Design con il sostegno di Fedrigoni Cartiere e diretta da Carlo Branzaglia
Edizione: Integrata Editrice, Italia,
Periodicità: trimestrale








Jan Tscichold
Qualsiasi cosa!





Wassily Kandisnsky
Punto linea superficie
Edizione: Adelphi, Biblioteca Adelphi, 1968
Pagine: XIV-215
Prezzo: 16,00 €
ISBN: 9788845900501







Max Ernst
Una settimana di bontà
Edizione: Adelphi, 2007
Pagine: 497
Prezzo: 38,00 €
ISBN: 9788845922015






Francesco Ermanno Guida & Giancarlo Iliprandi
Type Design, Esperienze progettuali tra teoria e prassi
Edizione: Franco Angeli, Design della comunicazione, 2011
Pagine: 176
Prezzo: 21,00 €
ISBN: 8856839512








Gabriella D’Amato
Storia del design

Edizione: Bruno Mondadori, Sintesi, 2005
Pagine: XIII-225
Prezzo: 28,00 €
ISBN: 8842491659








Alberto Bassi
Design anonimo in Italia. Oggetti comuni e progetto incognito
Edizione: Mondadori Electa, Design & grafica, 2007
Pagine: 272
Prezzo: 40,00 €
ISBN: 978883704183











Le opere di Giancarlo Iliprandi edite da Corraini


PS: avevo già messo un post su Hacca di Maurizio Ceccato scoperto proprio su Who is reader?

mercoledì 8 febbraio 2012

Kama Sutra - Malika Favre

Grazie al blog di Stuart Watson scopro l'ultimo lavoro di Malika Favre, illustratrice e grafica già visitata su Handsome Frank.

KAMA SUTRA
Penguin Classics Deluxe Edition

Paperback
$15.00
ISBN 9780143106593

240 pages
31 Jan 2012
Cover illustration and typography for the Deluxe edition of the Kama Sutra: Malika Favre
Art direction by Paul Buckley
Direi che il lavoro parla da solo! :D
Malika è un'artista, illustratrice, grafica, ecc.. di origine francese, stanziata a Londra da circa cinque anni. Ed i suoi messaggi sono di solito molto chiari.
When I was a kid, I used to draw very Manga looking illustrations. I was good technically but didn’t have a style of my own. I was drawing compulsively but not really thinking of how I would make it my own. I happened quite late actually. I almost happened by accident as I was exploring doing an illustration for an erotic design magazine back in 2006! I started paring down my illustration and ended up with a triangle and a couple of shapes to define the female body. I felt there was something there and so I kept on going. From that point, it took a couple of years to refine my style. I feel it is evolving constantly. I am trying new things all the time. Some work, some don’t.
The core of my aesthetic had always been there though. I have always liked organic shapes and bold colours, even when I was very young. Editing is the key.
Per Volcomunity ha realizzato un articolo molto interessante e dettagliato dove illustra passo passo la genesi e lo sviluppo di questa lavoro dal sexy and naughty detail! Ottimo articolo per apprendere le modalità di lavoro e come effettivanmente funzionano le cose in questi ambiti creativi! :P
When you are an illustrator the challenge everytime you get a commission such as this one is to hit the right note, no matter how many goes you have at it .Most importantly: the end result has to look effortless so that all those rounds of feedback and changes have to disappear behind that end result. The process behind a project like this is however much more time consuming and sometimes challenging than it looks.
[..]
I was approached last summer by the art director of the series, Paul Buckley. He had seen some of my work on blogs and thought I would be a good match for their new release of the naughty classic. I remember thinking that it was the absolute perfect project for me! To be honest, I thought it would be an easy one, right up my street but sometimes the most obvious projects just tend to be the challenging ones.
Leggetevi tutto l'articolo qui, con tanto di riferimenti iniziali per la documentazione e le varie prove ed idee effettuate, fino ad arrivare all'opera finale.
Very COOLLL! :D








venerdì 27 gennaio 2012

sabato 3 dicembre 2011

domenica 6 novembre 2011

Thinking with Type di Ellen Lupton

Questo mi è stato passato da un po' di tempo (grazie Jimson Weird), tenuto al caldo, sempre a portata di mouse. Parla da solo! 

Thinking with Type
A Critical Guide for Designers, Writers, Editors, & Students
Second, Revised, Expanded Edition
Ellen Lupton
Princeton Architectural Press

ISBN 9781568989693
Publication date 9/22/2010
7 x 8.5 inches (17.8 x 21.6 cm)
Paperback
224 pages






Come si nota bene si tratta di una seconda edizione ampliata e rivisitata, un delizioso, ma soprattutto utilissimo, manuale tipografico, adatto a qualsiasi utente.
Come si legge sul sito della casa editrice:
Our all-time best selling book is now available in a revised and expanded second edition. Thinking with Type is the definitive guide to using typography in visual communication, from the printed page to the computer screen. This revised edition includes forty-eight pages of new content, including the latest information on style sheets for print and the web, the use of ornaments and captions, lining and non-lining numerals, the use of small caps and enlarged capitals, as well as information on captions, font licensing, mixing typefaces, and hand lettering. Throughout the book, visual examples show how to be inventive within systems of typographic form--what the rules are and how to break them. Thinking with Type is a type book for everyone: designers, writers, editors, students, and anyone else who works with words.
Con tanto di preview sottostante:

L'autrice come si legge sempre sul sito della casa editrice o sul sito personale: "is one of America's preeminent design educators. Her books include DIY: Design It Yourself, Graphic Design: The New Basics (with Jennifer Cole Phillips), and several others. She is curator of contemporary design at Cooper-Hewitt, National Design Museum in New York, and director of the Graphic Design MFA program at Maryland Institute College of Art (MICA) in Baltimore."

INOLTRE, come se questo non fosse già adeguatamente gustoso, è stato realizzato un sito, per l'appunto Thinking with Type, dove sono state raccolte e messe a disposizione alcune parti del manuale, una sorta di appendice fruibile a tutti, una preview approfondita del libro, una sintesi essenziale del manuale: intanto che si pensa se acquistare o meno il formato cartaceo si può studiare ed usare quello digitale.




Ampliando un po' la ricerca ho scoperto qualche recensione in italiano e, soprattutto, con profonda sorpresa e gioia, una pubblicazione italiana della prima edizione, ad opera della Zanichelli con tanto di preview in pdf delle prime pagine!
Infine la recensione da Weme:

“This is not a book about fonts. It is a book about how to use them.”
Probabilmente la battaglia per il D.I.Y. (Design It Yourself) di Ellen Lupton comincia proprio da questo libro, il quale, pur non avendo l’ormai celebre acronimo scritto da nessuna parte, può essere a mio parere considerato a tutti gli effetti un pezzo del puzzle.
Thinking with type è infatti una guida esaustiva, pur senza le pretese di un Bringhurst ad esempio, che si rivolge allo studente, così come al professionista autodidatta (figura ben più diffusa attualmente rispetto alla prima, ma questa è un’altra storia) così come al “profano”, che offre una chiara quanto pratica introduzione alla tipografia.
La Lupton, come precisa nell’introduzione, si propone si riempire quel vuoto dato dalla mancanza nel panorama editoriale di testi esaustivi, ed insieme ben progettati ed economici, dedicati alla tipografia ed alla sua storia. Come lei stessa scrive: “I sought a book that is serene and intelligible, a volume where design and text gently collaborate to enhance understanding. (…) I sought a book that reflect the diversity of typographic life, past and present, exposing my students to history, theory, and ideas”.
continua
C’è un po’ di tutto: saggi sulla tipografia, digressioni storiche, regole editoriali, classificazione dei caratteri e soprattutto indicazioni pratiche di gestione del testo. Questo è infatti il cuore del libro, che si divide concettualmente in tre sezioni: Lettera, Testo e Griglia; la Lupton affronta quindi l’argomento a partire dal tassello tipografico elementare, la lettera, fino ad arrivare alla gestione di testi complessi tramite la griglia, con citazioni che spaziano dal Bauhaus a Emil Ruder, ai più recenti esempi di web e graphic design, il tutto condito da moltissime immagini ed esempi. Chiude il testo una piacevole appendice sugli errori tipografici da evitare, sulla correzione bozze ed i “free advices”, alcuni consigli dall’approccio più filosofico ed idealista alla professione. Una ricca bibliografia rimanda poi ad ulteriori approfondimenti.
L’impaginazione magistrale (si impara già soltanto da quella) rende il libro piacevole da leggere e sfogliare.
La mia impressione dopo la lettura di questo libro è che esso si riveli uno strumento utile soprattutto per chi inizia ad approcciarsi alla tipografia, ma anche per chi ormai l’ha navigata in lungo e in largo e cerchi qualcuno che riassuma un po’ tutto il mare di conoscenze acquisite, in maniera semplice e pratica.
Il testo comunque rimanda nel suo stesso concepimento a studi più approfonditi: ogni sezione presente è infatti ampiamente trattata altrove in monografie più o meno celebri (e certo più corpose e impegnative), tra le quali segnaliamo:
norme tipografiche di gestione del testo – Robert Bringhurst, Gli elementi dello stile tipografico
storia della tipografia – Robin Kinross, Tipografia moderna
la griglia – Josef Muller-Brockmann, Grid Systems in graphic design
e ce ne sarebbero molti altri che magari vedremo in seguito.

martedì 25 ottobre 2011

9 notti a Parigi, Giorgio Pirazzini

Who's the reader? posta questo:


E’ raro che copertina e sovracoperta vivano un rapporto di parità. Più spesso capita che la seconda abbia la dignità del vestire e la prima non sia che una rigida cotta di maglia, a protezione del testo. Raro il caso inverso, che la copertina si riveli protagonista silenziosa dietro una sovracoperta anonima.

E poi c’è il caso in questione, quando copertina e sovracoperta vengono a discuterere. In particolare bellissima la sovracoperta in carta da pacchi liscia, inchiostro nero su color cartone, titolazione in minuscolo, un nove numerico che, come talvolta accade, non infastidisce, anzi gioca col tondo non centrato sul prospetto attraverso cui occhieggia (e si, è proprio il caso di dirlo) la copertina sottostante (meno bella in verità).

Lettering come se piovesse, tanto sulla cover come sulla quarta; sempre in quarta un QR code, che non fa mai male, rimanda al sito dedicato al libro. Un lavoro elegante e pulito, tutto a firma miraggi edizioni con foto dell’autore.

venerdì 21 ottobre 2011

REBUS formato coffee-table di James Jean

A parte che non potevo non utilizzare nel titolo il neo-termine, très chic, appreso ieri in un bellissimo post di smoky man nella sua smokyland: coffee-table!!!
Mantengo intatti i suoi link segnalati, quindi per sapere cosa l'è il formato coffee-table potete andare qui, oppure andare di fantasia ed immaginare questo libro grandemente illustrato, di formato interessante, brossurato, adagiato su un tavolinetto basso posto davanti al divano: tu arrivi ti siedi prendi il caffè e ammiri il libro e woOOoow!
Oltre a questo ho appreso e viduto il volumone formato coffee-table in questione: REBUS di James Jean.




Ne approfitto come al solito e cito direttamente le righe di smoky man:
REBUS è un volumone in formato coffee-table (parola che fa tanto chic, no?) del fenomenale James Jean che, abbandonato il Fumetto (anche se poi, fondamentalmente, ha fatto quasi sempre solo l'illustratore di copertine, tra tutte la stratosferica run per Fables) si è dato alla Pittura con la P maiuscola, come credo direbbe lui. I risultati sono... stupefacenti. E questo libro ne è testimonianza.
Seguono quindi foto dell'installazione-mostra per REBUS tenutasi tra Marzo ed Aprile alla Martha Otero Gallery di Los Angeles:









Così ne parla la Press Release della gallery di Los Angeles:  
The subject matter is a fictionalized subconscious representation of deities in an apocalyptic decaying romanticized setting. Jean’s visual symbolism is composed of an amalgamation of lyrically gestural, expressionistic, energetic, abstracted forms from highly detailed images to freely inscribed graffiti.

"The solidity of the paint belies the illusory nature of the narrative: these excavations into the subconscious are fraught with the misfires, inconsistencies, and contradictions of a dream."James Jean
Jean’s automatistic and narrative approach is informed by popular culture derived from his comic book and illustrative mastery. His idiosyncratic language is based on references in historical and contemporary art.
Non aggiungo altro perchè non saprei che parole utilizzare per descrivere cotale meraviglia.

mercoledì 19 ottobre 2011

cose essenziALI

Via book lovers never go to bed alone

Maurizio Ceccato, Non capisco un’acca

Dal blog Who's the reader? l'inizio dell'interessante post su Non capisco un'acca:



Un accademico attaccabrighe
si accanì baccantico sul taccagno tabaccaio
braccato da una slovacca attaccabottoni
che bivaccava raccapricciante
con un baccalaureato.

Inutile dire che non capisco un’acca è molto più che una raccolta di filastrocche. E’ un libro d’artista, è un viaggio nell’immaginario, è una seduta psicanalitica, è un portfolio, è un gioco citazionistico (ma mica postmoderno eh, Ceccato se ne frega che noi si trovi il referente o meno), è una sfida al vocabolario, è lo zenith che può raggiungere la collaborazione fra un grafico e una casa editrice (Hacca, appunto), è la massima coerenza progettuale raggiungibile in un bagno di anarchia.

Continua meritevolmente qui :)


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

ShareThis